alibroapertodueWhat the fuck means “in the fandom”?

Fangirl.
Un libro che ho comprato semplicemente per il fatto che parla di una ragazza diciottenne appena approdata al college che preferisce perdersi nel mondo della sua serie di romanzi preferita (casualmente molto, molto simile ad Harry Potter) piuttosto che uscire fuori di casa per socializzare come farebbe la gente normale.

Amore per le storie, un pizzico di sentimenti, due cucchiani di ansia sociale et voilà ecco a voi servito l’utente tipo di tumblr* – in qualsiasi tipo di fandom – che si rinchiude nel mondo dei personaggi che gli piacciono.
Ma che garanzie da’ questo mondo rispetto a quello normale? Non rischia di portare un po’ all’alienazione? Perché passare secoli a ricevere feels da fanfiction piuttosto che abbracciare un amico, aiutare qualcuno, vivere gli eventi che durante una vita sicuramente ti fanno provare le stesse emozioni?

Rainbow Rowell qui parla di qualcosa di attuale e vero, in questo libro, qualcosa in cui tutti passiamo una volta nella vita. Siamo stati tutti un po’ delle fangirl o dei fanboy. E se ci scappa di rispondere anche ad uno di quei quesiti esistenziali (che, lo ammetto, riguardano un po’ anche me, come lettrice che spesso si rifugia in mondi immaginari quando qualcosa va storto o ha bisogno di conforto) tanto meglio.

*in nessun modo è qui inteso screditare i suddetti utenti. Anche io ho il mio fanblog su tumblr, ma vedo di quelle cose assurde (gente che litiga per personaggi di finzione manco ne andasse del mondo) che pormi queste domande è stato inevitabile.

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