Author Overview – Rainbow Rowell

Inauguriamo questa nuova rubrica estiva con un’autrice che ho scoperto solo recentemente, ma che sto amando molto: Rainbow Rowell.
Americana, con una carriera di scrittrice per l’Omaha World Herald alle spalle, il suo primo libro viene pubblicato nel 2011. Da allora di libri ne ha scritti altri quattro, uno dei quali previsto in uscita entro quest’anno.

Bibliografia

  • Attachments – 2011
  • Eleanor & Park – 2013
  • Fangirl – 2013
  • Landline – 2014, vincitore nella categoria romanzo dei Goodreads Choice Awards 2014
  • My true love gave to me – 2014
  • Carry on – ottobre 2015

Anche se viene genericamente inserita nel genere Young Adult (Giovani Adulti) non tutti i suoi libri hanno per protagonisti adolescenti o ragazzi alle prese con le prime frasi della propria vita adulta. In ogni caso, come scrive lei stessa sul suo sito, scrive sempre di persone che parlano tanto. E di persone che pensano di aver rovinato tutto. E di persone che si innamorano.

Parole più vere non ci potrebbero essere, visto che contrariamente all’adagio ormai popolare e spesso usato a vuoto “Show, don’t tell” lei invece racconta proprio attraverso le parole dei propri personaggi. Ci sono sempre tanti sentimenti forti, in gioco, nei suoi libri, che non si risolvono con una descrizione dei comportamenti della persona, quanto piuttosto dal modo in cui il personaggio stesso parla o pensa.
Ed è proprio l’amore per la scrittura del dialogo, per l’interazione sociale, per la rappresentazione dei legami umani attraverso le parole, che si vede sin dal suo primo libro, che si apre con un fitto scambio di e-mail tra Beth e Jennifer. Arguto, simpatico e soprattutto realistico questo scambio continuerà poi per tutta la durata della storia.

Rainbow Rowell è un’autrice dei nostri tempi che riesce a parlare dei nostri tempi in una maniera cruda eppure allo stesso tempo molto semplice. Non giudica mai, nelle sue storie. Cat non è trattata come una stramba perché le piace scrivere fanfiction, Park non è sminuito nel suo essere “maschio” perché non ha quei classici comportamenti un po’ aggressivi e strafottenti che ci si aspetta da un ragazzo di diciassette anni. Lincoln non viene giudicato per la sua incapacità di dimenticare il suo amore del liceo. Gli altri personaggi agiscono di conseguenza, danno le loro opinioni, ma non sono quelle univoche verità che ritroviamo nei giudizi sociali di Dickens, per esempio.
Semplicemente sono. Sono tutto ciò che può accade
re ad una persona nella propria vita, anche se a volte può sembrare strano o fuori dal normale e a volte sono quelle cose che molte persone ritengono senza importanza, impossibili o senza fondamento nella vita reale.

In Italia, che io sappia, sono stati pubblicati solamente due dei suoi libri: Attachments, con l’orribile titolo “Per l’amore basta un clic” (che lo fa sembrare una specie di telenovela moderna) ed Elanor & Park, prima con il titolo di “Per una volta nella vita” e l’edizione successiva come “Eleanor & Park. Per una volta”.

Le mie impressioni? Per il momento ho letto solamente i suoi primi tre libri e spero vivamente di mettere le mani su Landline molto presto. Ma guardiamoli più in dettaglio:

  • Elanor & Park è il primo che ho avuto il piacere di leggere. Scelto letteralmente a caso mentre ero in Estonia e cercavo qualcosa da leggere in libreria e se devo essere sincera un po’ storsi il naso. “Sarà la solita storia d’amore tra adolescenti” mi dicevo, temendo di ritrovarmi poi con la storia scontata di turno, dove il tutto si risolve per amor di finale felice. Mai paura fu più sbagliata: la storia d’amore c’è ed è tratteggiata in maniera così autentica, così vicina a quelli che sono davvero i sentimenti che si provano quando ci si innamora davvero per la prima volta, che sono letteralmente rimasta a bocca aperta. Ma è anche una storia che parla di abusi familiari, di ragazzi che non riescono a vivere le aspettative dei genitori, di chi non riesce ad essere “dentro” perché considerato strano o anormale. C’è amore, c’è la felicità di chi riesce a ritagliarsi una parentesi di felicità in una vita che seppur breve, non è stata gentile, c’è la paura, c’è la voglia di scoprire il futuro.
  • Fangirl l’ho comprato subito dopo aver finito E&P, anche se ci ho messo un po’ per trovare il tempo per leggerlo. Nuovamente, sono rimasta sorpresa, perché siamo tutti un po’ come Cat o almeno io sono un po’ come lei: l’amore per i personaggi di finzione, talvolta l’essere fangirl di qualcosa appunto, fino a diventare un po’ strani agli occhi degli altri. Ma soprattutto perché è un bellissimo riflesso di come a volte le persone si ritagliano mondi immaginari perché hanno paura del proprio, perché non sanno come viverci, perché qualcosa le ha scosse così profondamente da avere paura. E da buona frequentatrice di tumblr, questa realtà si vede sin troppo spesso, ed io stessa mi chiedevo perché? E’ un ritratto che non è poi così lontano dalla realtà, da una certa realtà.
  • Attachments l’ho finito un paio di giorni fa. Si vede che è la prima prova letteraria di quest’autrice, tanto che il finale l’ho trovato un po’ scombussolato ed a tratti inconsistente, ma il libro in sé rimane molto bello e molto godibile. Ancora una volta i personaggi sono persone la cui vita sembra normale, eppure con i loro problemi ed i loro casini. Personaggi che vogliono crearsi una vita, altri che hanno troppa paura di farlo, altri ancora che non vogliono o non ci riescono, il tutto condito dallo scambio di mail tra Beth e Jennifer che il protagonista maschile, Lincoln, è costretto a leggere. Il suo lavoro è proprio quello di evitare che le persone usino la rete informatica dell’azienda (un giornale che di nome fa Courier) per motivi personali. Eppure è proprio alle parole delle due amiche che si appassionerà, mentre cerca di costruirsi una vita dopo l’ennesima laurea, il ritorno a casa con la madre, il tentativo di dimenticare l’unico amore della sua vita.

Sono tutti libri che ti lasciano la voglia di abbracciare il volume una volta che l’hai finito. Lo guardi, te lo rigiri tra le mani, apri le pagine nei punti migliori. Rileggi le frasi più belle. E poi ti dici: “ne voglio ancora”.

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