il blocco del lettore

Si parla sempre di “blocco dello scrittore” e mai di blocco del lettore, altrettanto grave e dalle conseguenze altrettanto sgradevoli.

Il primo sintomo è fissare intensamente il libro che stiamo leggendo con la speranza che questo si apra da solo e che le parole vengano lette nella nostra mente come per magia (sì, lo so che quest’idea non ha senso).

Poi si passa alla compulsiva ricerca di qualcosa da leggere, perché magari la colpa non è nostra, ma del volume che sta sul comodino. Troppo corto, troppo lungo, troppo noioso, troppo eccitante, troppo qualsiasi cosa. Colpa sua. E del libro dopo. E di quello dopo.
Così oltre che a non aver voglia di finire un libro, ti ritrovi anche con cinque o sei libri mezzo smangiucchiati.
– Pumbaa, non puoi dare un morso e poi rimettere l’insetto nel piatto!
– Ma Timon, fin che non li assaggi non puoi sapere quali sono quelli veramente teneri!

Quando comincia ad insinuarsi l’idea che forse non è il momento giusto per leggere, arriva il panico. Ma come? Sono un lettore modello, leggo ogni giorno e qualsiasi cosa, la sola idea di non voler leggere mi procura l’orticaria ed un senso di incredulità. Come si può non voler leggere?

Leggere è meraviglioso, leggere è importante, leggere è un’esperienza fantastica. Eppure leggere dev’essere innanzitutto un piacere, dunque quando la mente proprio non ci sta, prendete in mano il vostro passatempo di riserva e lasciate che il cervello si svaghi in altro modo.

Sì, il motivo per cui ho scritto questo post è che ultimamente mi va di leggere meno del solito e sì, avevo bisogno di leggere che non è poi una cosa così orrenda. Così ho scritto quello che vorrei sentirmi dire. Sorry not sorry.

Oltre all’italiano – Leggere in lingua originale

L’eterno dilemma del lettore: leggere in lingua originale o non leggere in lingua originale?
Tra tutto il mare di opinioni che mi è capitato di sentire qualche tempo fa a riguardo la prima cosa che mi è venuta in mente è: ovunque, dovunque e comunque leggi. Ed in verità la questione è piuttosto semplice e si riduce semplicemente a questo.

La lettura è un’attività che deve recare piacere, innanzitutto, dunque è inutile impostarla sul dover o non dover esercitarla in un particolare modo soprattutto se il modo che scegliamo – o che avevamo scelto – non ci piace o ci impedisce di goderci il libro. L’importante è non farsi prendere dallo snobismo, sia da parte di coloro che orgogliosamente precisano che “sono italiano e quindi perché dovrei leggere in una lingua diversa?” sia di chi, all’esatto opposto, si fa prendere dall’esterofilia e legge sempre e solo romanzi in lingue straniere.

E tra questi ultimi ci sono anche io che con la scusa dell’università ho passato quasi un anno a non aprire più un libro nella mia lingua, spesso complice il fatto che tanto questo libro è stato scritto in inglese, dunque perché comprare la traduzione e il motivo più popolare tra i sostenitori della letteratura in lingua originale: probabilmente questo libro non arriverà mai in Italia o ci metterà secoli, chi me lo fa fare di aspettare così tanto?
Eppure io di questa scelta mi sono pentita, tanto che mi sono ripromessa – con l’inizio del 2015 – di leggere di più in italiano e di autori italiani, vecchi e nuovi che siano, perché di farmi scappare i buoni autori nostrani e non sapere di che cosa scriviamo adesso non mi piace. In fondo la letteratura è anche il riflesso del popolo che ne usufruisce.

Come studentessa di lingue straniere però non posso che invogliare chiunque ne abbia la possibilità, ad aprire un romanzo in lingua originale. Perché oltre al lato più pragmatico – arricchire il lessico ed imparare meglio la lingua – c’è anche un lato un po’ più sottile: ogni lingua ha una sua struttura, diversa dalle altre, ed ogni lingua convoglia il messaggio in maniera diversa. Due autori della stessa epoca che parlano delle stesse cose, ma in due lingue diverse, non impostano mai il proprio messaggio nella stessa maniera proprio per il linguaggio differente in cui si esprimono e per il retroterra culturale in cui sono nati che a maggior ragione viene meglio espresso nella lingua nativa.

E voi? Leggete solamente in italiano o vie siete avventurati nei libri scritti in altre lingue?
Che cosa avete letto o cosa vi piacerebbe leggere?
Non dimenticate di farmelo sapere! 😀

(Un altro) Liebster Award, ed. 4.0

Ed eccomi qui a ringraziare nuovamente Jo per avermi nuovamente citata per il Liebster Award soprattutto perché non ho affatto mantenuto la mia promessa di scrivere ed impegnarmi di più, ma che volete sono pigra e procastinatrice io.
Questa volta si è evoluto e l’edizione è diventata la 4.0 – anche se le altre due devo essermele perse, sarà che io sono sempre con il naso nei libri.

Regole del Liebster Award 4.0:

  • Ringrazia il blog che ti ha nominato
  • Rispondi alle 10 domande che ti ha posto
  • Scegli 10 blog da nominare
  • Poni 10 domande
  • Comunica la nomina ai blog scelti
  1. Qual è la disavventura peggiore e più divertente (a posteriori) che ti sia mai capitata in viaggio?
    Ok, non è divertente ma: lo scorso gennaio mentre ero a Tallin devo aver mangiato qualcosa che mi ha scatenato una qualche reazione allergica parecchio pesante e mi sono coperta di bollicine rosse. Da capo a piedi. Ero in panico e non sapevo che diamine fare, perché sembravo una specie di appestata e mi vergognavo anche solo a far vedere quel poco di mani e viso che in un clima così freddo ti rimangono fuori dai vestiti. Ho saltato un giorno di lezione, e mi sono nascosta nel letto dell’ostello cercando di ignorare la cosa mentre aspettavo che la crema al cortisone (comprata in farmacia là, fortuna che l’infermiera parlava inglese) mi ha dato. Dopodiché, non sapevo che cavolo avessi mangiato, ho vissuto i restanti giorni a sandwich, tramezzini e qualche panino del McDonald con occasionale piatto di pasta. Non ho mai odiato tanto le ore dei pasti in vita mia.
  2. Qual è la tua Top 5 di canzoni da buon umore?
    Più che canzoni da buonumore io ho canzoni da “tirati sul il morale e kick ass!” – che probabilmente dice molto di me – e tendo a cambiare canzoni preferite come gli alberi perdono le foglie. Ultimamente sono tornata un po’ al rock, ma il folk rimane sempre una parte di me:

    Ryan & Rachel O´Donnell – Promise
    Florence & The Machines – You’ve got the love (& Dogs Days are Over)
    Eric Clapton – Layla
    Starset – Carnivore (in generale Transmission è il mio album preferito negli ultimi tempi)
    Breaking Benjamin – Until the end

  3. Devi organizzare una festa a tema. Che tema scegli? L’Inghilterra. Come la festa che Rory organizza a Logan prima che parta per Londra
  4. Quali sono i tuoi guilty pleasures?
    Il mio trashblog su tumblr, dove passo il tempo a parlare di Mass Effect e Dragon Age – Il cioccolato ogni sera – Comprarmi qualche libro ogni mese – Leggere, leggere tanto – Riguardarmi Una Mamma per Amica ogni singola volta che lo danno in televisione (e con il tenore di La 5 significa che lo guardo spesso)
  5. Perché hai aperto un blog?
    Perché mi piace scrivere di quello che mi piace, mi piace comunicare con gli altri e perché il bello di internet è che tutti possono dire la loro. E io ho sempre molto da dire
  6. Se potessi avere una vita bonus chi saresti? Che lavoro faresti? In che città vivresti? E via discorrendo.
    La mia vita bonus probabilmente si svolgerebbe nel passato e non nel presente. Sono molto incuriosita dal passato, dalla storia, da come le persone vivevano in quell’epoca che noi idilliacamente identifichiamo come più semplice anche se in verità semplice la vita non è mai stata. Quindi la mia vita potrebbe essere molte vite: vorrei vedere se la vita nel Medioevo era brutta come la si dipinge, vorrei vedere i risvolti che le grandi scoperte geografiche e scientifiche hanno portato nella società, vorrei vedere come le persone cambiano le proprie idee, se le società gilaniche erano come ce le dipingiamo noi femministe moderne, come la gente si faceva la guerra, amava e cresceva. Se inventassero una macchina del tempo probabilmente la userei molto spesso.
  7. Quale sarebbe il tuo piano d’azione in occasione di un’invasione zombie?
    Qui casco male: sono l’unica persona che conosco ad avere una paura acuta per gli zombie, una vera e propria fobia. Ho passato un periodo a fare incubi riguardo agli zombie. E detesto l’idea di un’invasione zombie. Per cui credo che impazzirei – letteralmente! – e mi ritrovereste chiusa in uno sgabuzzino in preda ad una crisi isterica.
  8. Qual è il tuo genere di libri, di film e di musica preferito?
    Libri: fantasy e classici
    Film: animazione e fantasy
    Musica: folk, rock, metal & strumentale
  9. Quale superpotere vorresti avere?
    Hmmm…vorrei tanto potermi trasformare: sia fisicamente io (sono sempre stata una grande fan dei metamorfomagus di Harry Potter, mea culpa) che in animale (sono sempre stata una grande fan anche degli animagus di Harry Potter). Poter vedere la notte con gli occhi di una civetta, il bosco con gli occhi dell’orso, ed il divano con gli occhi del gatto: una vera meraviglia.
  10. Una prozia multimilionaria spunta fuori all’improvviso e ti vuole fare un regalo di compleanno anticipato, che cosa vorresti?
    Ditemi che sarò venale, ma io le chiederei di firmare una bella carta in cui accetta di pagarmi gli studi – qualsiasi essi siano in qualsiasi ambito ed in qualsiasi paese io scelga di portarli avanti. Perché in questo momento l’unica cosa che vorrei tanto è qualcuno che sostenesse economicamente non me, ma la mia carriera universitaria.

E arriviamo all’ultima parte, quella dei dieci blog da rinominare: siccome, come già detto, a disposizione ne ho pochi – perché ne seguo tanti e leggo attivamente veramente troppo pochi, oltre ad aver già premiato alcuni con altri Liebster – taggo te.
Sì, proprio te che stai leggendo.
Se hai un blog o scrivi da qualche parte nel mondo dell’internet e capiti qui, sentiti preso in causa ed in pieno diritto di postare questo premio – d’altronde lo scopo è far conoscere i blog che si apprezzano e di far conoscere un po’ più di sé stessi. Per cui non siate timidi 😉

Le domande cui rispondere ve le lascio qui sotto:
1. Ultimo libro letto?
2. Cinque cose di cui non puoi fare a meno
3. Cinque cose inutili che però non hai il coraggio di buttare
4. Stark, Lannister o Targaryen?
5. Stai camminando in un sentiero di campagna, al bivio giri a destra o a sinistra?
6. Quando è stata l’ultima volta che hai preso in mano una matita/penna/pastello e hai disegnato?
7. Creatura soprannaturale preferita?
8. Fantasy o fantascienza? O nessuno dei due?
9. Qual è la cosa che più desideri in questo momento? E cosa puoi fare per ottenerla?
10. Cosa vedi fuori dalla finestra della tua stanza?

OwlCrate – La scatola delle sorprese (letterarie)

L’altra sera guardando questo video di LittleBookOwl – una delle mie booktuber straniere preferite – ho scoperto questa cosa meravigliosa che è OwlCrate.

L’idea – che mi dicono dalla regia si sta diffondendo un po’ in tutti gli ambiti, come make up e videogiochi – è che una volta al mese il postino bussa alla tua porta e ti consegna una scatola misteriosa, contentente un libro misterioso insieme ad altri misteriosi gadget che hanno a che fare con il mondo dei libri.
La scelta del libro, oltre ad essere guidata dal tema del mese, ricade sempre su titoli pubblicati non più di 45 giorni prima della data di spedizione – titoli quindi nuovi, di modo da non creare doppioni nelle librerie – di genere Young Adult e giù di lì.
Inoltre vi spediscono con amore gadget relativi al suddetto libro (per marzo, ad esempio, c’era il poster con la copertina di A Darker Shade of Magic) nonché altri meravigliosi oggettini a tema: segnalibri piuttosto che gioielli o bigiotteria.

Come potete immaginare io sono qui che vorrei tanto, ma tanto tanto, poter avere almeno una di queste meravigliose scatole: il primo motivo è che amo le sorprese e la tortura psicologica che riesco a farmi e l’aspettativa che mi si crea dentro è degna solamente del Leopardi nel momento più disilluso della sua vita (con la differenza che io, dopo, sono contenta lo stesso). Il secondo motivo è che l’idea è assolutamente splendida e non c’è davvero un motivo per volere un libro recapitato alla tua porta, no?

Il problema è il costo: 29.99 $ per la scatola e quasi altrettanti (19.99 $) per la spedizione con un totale di quasi 50 dollari che con il cambio sfavorevole attuale diventano buoni 47 € con la quale da BookDepository compro tre o quattro libri (anche cinque, visto che ultimamente hanno delle belle promozioni).

La buona notizia è che le vendite sono talmente esaurite che fino al 21 di Aprile non riaprono le iscrizioni per maggio ed i mesi successivi ed io posso fare in tempo a dimenticarmi di questa cosa (il che è assolutamente improbabile) oppure chissà, l’economia potrebbe ribaltarsi in venti giorni ed il cambio sarà dalla mia parte.
In fondo, è bello sognare 😀

Liebster Award

Sorpresa delle sorprese, mi è arrivato il Liebster Award. Visto che è un periodo in cui, per vari motivi, questo blog sta cominciando a navigare in alto mare mi ha fatto piacere e sicuramente cercherò di essere più attiva (ci ho messo più di una settimana per pubblicare questo, tanto per dire. Ma sono davvero presa e ho poco tempo per scrivere)
Ecco dunque le regole:
. Ringraziare il blog che ti ha nominato
. Rispondere alle 10 domande
. Nominare altri 10 blog con meno di 200 followers
. Comunicare la nomina ai 10 blog candidati

Quindi innanzitutto un grazie a Jo – il suo blog è molto divertente e parla di molte cose attuali, dunque fateci un salto mi raccomando! 😉
E via con le dieci domande! 😀

Perché hai aperto un blog?
L’idea per questo blog è nata intorno a fine settembre: volevo un angolino dove poter parlare non solo di libri, ma anche e soprattutto di letteratura. La mia idea era quella non di fare un blog unicamente di recensioni, ma di riflettere sulla letteratura – i suoi temi, il ruolo nella nostra vita, i generi e gli autori. Questo perché la letteratura è sempre stata una parte importantissima della mia vita sin da quando ho memoria al punto che è anche l’oggetto dei miei studi universitari e, lo spero vivamente, del mio futuro lavoro. Non so se farò la professoressa, la critica letteraria, la giornalista o che cosa, però volevo cominciare a muovere i primi passi in questo ambiente, nel mondo del “anche io ho un pensiero mio riguardo ad un testo” ed un blog mi sembrava l’occasione migliore per poterlo fare.

Ci parli un po’ delle tue passioni?
Della letteratura/lettura ho già parlato dunque forse è il caso di non dilungarsi troppo su questo argomento. L’unica cosa da aggiungere è che sono una grande patita del genere fantasy – ma forse questo si capiva già – nella maggior parte delle sue declinazioni.
Potremmo classificare come passione anche il mio interesse verso il Regno Unito e l’Irlanda, interesse verso la loro cultura e la loro storia, che più che passione è vera e propria anglofilia.
Sono una esagerata fan del té caldo al punto da soffrire spesso di insonnia perché sono sensibile alla caffeina, ma non riesco a non bermi almeno una tazza ogni giorno di questa meravigliosa bevanda che gli Dèi hanno deciso di donarci.
Ultima, ma non ultima, la mia passione per i videogiochi, in particolare i giochi di ruolo e posso senza vergogna ammettere di essere una BioWare trash girl. I miei preferiti, se ve lo state chiedendo, sono la serie di Dragon Age, Baldur’s Gate e Portal.

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?
Sicuramente tanto: ci piace usare la parola social ultimamente e in fondo il blog segue le stesse linee di qualsiasi altro social di oggi. Cercare altri blog che parlino di cose che ci interessano, interagire, è fondamentale per non rimanere in quell’angolino di web che è il nostro dominio. E’ anche vero però che mi sembra che non sempre la gente sia disposta a commentare tanto quanto mi sembra accada su altre piattaforme.

Di che cosa parli nel blog?
Principalmente di letteratura, libri e tutto ciò che può essere ad essi correlato. Ho una rubrica in cui mi concentro sul genere fantastico, una per quei pensieri lampo che mi vengono mentre leggo, una per le citazioni, ed una (che aspetta di essere inaugurata da un po’) sugli autori un po’ meno conosciuti.

Hai creato un rapporto di amicizia con altri blogger? Vi siete mai conosciuti personalmente?
Personalmente con altri blogger, mai. Ci sono alcune persone che leggo con piacere e che seguo volentieri, purtroppo però io sono una di quei succitati elementi che si fa problemi a commentare i post degli altri (per la serie che riesco ad essere timida anche su internet, esattamente).

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?
Mi piacerebbe tenere questo blog attivo in maniera costante, ma purtroppo tra l’università e le altre cose della vita ho meno tempo per i miei articoli di quello che in realtà vorrei, il che mi rincresce perché mi piace molto scrivere. Vorrei poterci investire più tempo e vorrei vederlo diventare un blog interessante. Non mi interessa parlare delle ultime uscite o dei libri più popolari, vorrei che la gente trovasse qualcosa che stimoli il pensiero critico riguardo quella azione apparentemente semplice che è la lettura.
Mon dieu, che esagerazione vero? xD

La cosa che sai fare meglio?
Oltre a leggere e saltare fuori con battute estemporanee?
Sinceramente non saprei, so mettere un sacco di impegno nelle cose che faccio quando credo che siano apprezzate o siano utili.

Quanto tempo dedichi al tuo blog?
Ultimamente molto meno del dovuto e questo mi fa sentire enormemente in colpa, perché se dedicassi un’oretta a scrivere per il blog tutti i giorni avrei il calendario pieno.
Nei periodi in cui mi ci dedico abbastanza, un paio d’ore ogni due giorni credo.

Come nascono i tuoi post?
Gli articoli generali sulla letteratura sono principalmente riflessioni personali che nascono dalla lettura e dallo studio che faccio in università. Per la serie del fantastico venerdì, infatti, tendo a rifarmi a molti concetti studiati nei corsi di letteratura inglese contemporanea ed ottocentesca soprattutto, oltre che ai libri che ho letto.
Di solito mi dico che sarebbe davvero bello parlare di qualche cosa (ho una lista di post mai finiti riguardanti le cose più disparate, dal bisogno umano della lettura all’uso degli e-reader e degli audiobook od alla lettura in lingua, piuttosto che certi particolari temi) e niente proprio come alle superiori mi faccio una scaletta di ciò che voglio dire e poi cominico a buttare giù gli articoli. Spesso ho anche una brutta cartacea come prima fase del lavoro, perché non sempre ho il pc a disposizione quando scrivo.

Ed ora è il tempo delle nomine – purtroppo per voi non ho dieci blog, perché leggo soprattutto in inglese e perché qualche tempo fa ricevetti un altro award sul mio blog personale e le mie letture non si sono particolarmente estese nel frattempo. Per cui, vi lascio questi:

http://thebluechicory.blogspot.it/
https://contesdujouretdelanuit.wordpress.com/
https://zahrayakine.wordpress.com/

Il barattolo dei libri da leggere – TBR Jar

Sabato mattina mi trovavo in quello stato penoso che consiste nel ciondolare davanti alla libreria, ripetendo insistentemente Non ho niente da leggere! mentre tua madre ti guarda schifata, prendendo in mano ogni singolo volume posseduto e non ancora letto – nel mio caso, molti. Ho una scelta vasta che, esattamente come quando non si ha scelta, si riflette nel non sapere cosa fare.
La mia scusante è che scelgo i libri in base all’umore e a ciò che in quel momento mi sento di leggere – per quello ho preso in mano un libro già letto, ma che adoro – però facendo così la pila si allunga e va a finire che ignoro i libri che ho per prenderne in biblioteca o comprarne altri. E anche se sono sicura che gli editori siano piuttosto contenti della cosa, oggi pomeriggio ho creato il mio barattolo dei libri da leggere.

wpid-img_20150209_154622.jpgL’ho riempito coi titoli dei libri che mi preme più cominciare. L’estrazione si è già verificata ed uno dei vincitori lo vedete nella foto: We are all completely beside ourselves e La ragazza di fuoco (Hunger Games #2) sono i primi due estratti.
Del primo sono contenta, perché comprai quel libro spinta dalla cuoriosità che mi aveva messo addosso BookDepository. Del secondo, sono ancora un po’ indecisa: voglio sapere come procede la storia, anche se non mi interessa completamente.
Vedremo se, a fine mese, sarò riuscita a completare le letture! 😀

Risoluzioni letterarie

Per questo 2015 ho deciso di lanciare una sfida a me stessa: esplorare nuovi mondi letterari, che fino ad ora ho magari lasciato da parte per pigrizia, snobismo o disinteresse. Le voci sono le seguenti:

.Leggere almeno cinque autori italiani moderni o contemporanei.
Di letteratura italiana ho letto veramente poco e me ne sto pentendo. Perché ci sono molte opere interessanti che sono secoli che mi ripeto che leggerò e poi non lo faccio mai: è giunto il momento di fare ammenda.
Tra gli autori che più mi interessa esplorare ci sono Umberto Eco, Oriana Fallaci, Luigi Pirandello ed Italo Calvino.

.Leggere almeno tre classici della letteratura europea.
La letteratura straniera che preferisco è sicuramente quella inglese, ma mi sono sempre lasciata alle spalle classici europei – soprattutto tedeschi – che invece avrei voluto leggere.
Il punto è che non so cosa leggere: probabilmente mi butterò su Goethe o su autori francesi (che ho bisogno di rivalutare) per cui sono in cerca di buoni autori e buoni titoli: suggerite ragazzi, suggerite!

.Leggere almeno tre classici di autori americani, moderni o contemporanei. Anche loro, poverini, sono stati snobbati per un po’.
Shirley Jackson e Ralph Waldo Emerson sono tra i primi in lista, ma sono aperta a tutto

.Leggere almeno cinque libri di fantascienza. Sì, perché l’anno scorso – causa esami e quindi letture non opzionali – ho scoperto che la fantascenza è più di due astronavi e quattro robottoni. E soprattutto che c’è fantascienza che con i robottoni e le astronavi non c’entra proprio nulla.
Per il momento mi tengo sul classico, gli autori che più mi interessano sono Philip K. Dick e Ray Bradbury, ma se riuscissi a finire la serie di Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams non sarebbe certo un male.

.Leggere almeno una graphic novel.
Questo punto è stato creato quasi esclusivamente per Sandman, che è secoli che voglio leggere, e V for Vendetta di cui lessi la prima parte un anno e mezzo fa per poi non terminarlo mai.

Oltre a tutto questo, quest’anno giuro solennemente di avere buone intenzioni e di impegnarmi a:

  • comprare meno libri
  • usare molto di più la biblioteca
  • aggiungere meno libri alla TBR (lista di libri da leggere)

E voi? Avete già pensato a cosa vorreste leggere in questo 2015, ci sono libri che non vedete l’ora di sfogliare o mondi letterari nuovi in cui volete tuffarvi?
Lasciatemi un commento con i vostri titoli – e magari con i vostri suggerimenti! 😉

Tutorial: come creare un segnalibro

Non si hanno mai abbastanza segnalibri è probabilmente una delle vere verità di questo mondo. Ogni volta che cerco un segnalibro, questo svanisce nei meandri oscuri di qualche improbabile buco nero, destinato a miglior vita in un mondo parallelo. E poi, diciamocelo: come segnalibro si può usare anche l’ultimo scontrino che ci hanno rifilato, ma è anche vero che se è carino tanto meglio.
Con questo spirito oggi pomeriggio mi sono creata un segnalibro con:

  • il pendente di una vecchia collana
  • un po’ di lana, quella degli avanzotti che non si sa mai come destinarla
  • qualche perlina di ametista di un braccialetto che si ruppe secoli or sono

Siccome il procedimento è semplicissimo ho deciso di condividerlo con voi!

Prendete un filo (il mio era di lana azzurra, anche se dalle foto il colore sembra non meglio precisato) ed infilateci il pendente che avete scelto. Io ho deciso di utilizzare quello di una vecchia collana che non usavo da tempo, ma che ho sempre trovato carino: una piccola chiave. Se, al contrario del mio, il vostro non si sfila aprite la maglia di metallo sul quale è fissato con un paio di pinze (o di forbici robuste, stando attenti a non cavarvi un occhio). Mi raccomando: fate attenzione a richiudere per bene il buco che lasciate oppure vi ritroverete con un pendente che cade in continuazione!
Piccola nota: potete decidere se usare un filo singolo oppure doppio (come ho fatto io): vi consiglio la seconda opzione, di modo che possiate fare i nodi più comodamente tra una perlina e l’altra e che sia un po’ più resistente.

Dopo di che infilate le perline. Nel mio caso ne ho usata una sola ed ho fatto un piccolo nodo prima, di modo che non poggiasse direttamente sulla chiave. Se non riuscite ad infilare le perline aiutatevi con un ago: io ne ho usato uno da ricamo, che non è appuntito alla fine e che ha la cruna un po’ grossa, così è più semplice farci passare un filo spesso – come quelli di cotone o di lana. Ho poi fatto un secondo nodo dietro la perlina che ho infilato.

Se avete usato il filo doppio ora avete due possibilità: potete lasciare il filo così com’è oppure fare una catenella con l’uncinetto, se ne siete capaci. Io ero tentata dalla seconda opzione, ma poi ho cambiato idea. Ricordatevi di usare un filo abbastanza lungo, se volete fare la catenella, perché l’uncinetto lo accorcia molto. Dunque, prese le misure con un libro – non è comunque necessario che siate precisi al millimetro – decidete dove voler infilare la prossima perlina: anche in questo caso io ho fatto un nodo prima di infilarla. Se avete usato l’uncinetto questo passaggio non è necessario, mentre ve lo consiglio se avete lasciato il filo liscio.

Dopo aver infilato l’ultima perlina ho creato una nappina con il restante filo che rimaneva. Non sono riuscita a fare foto di questa operazione, che è sicuramente la più ostica: decidete la lunghezza della nappina e ripiegate il filo su se stesso tre o quattro volte. Prendete poi un pezzo di filo ed avvolgetelo alla base, facendo un nodo all’inizio, dopo qualche giro, ed alla fine. Se non riuscite a capire il procedimento, su google e pinterest vi sono molti ottimi tutorial. Io ho fatto così perché non avevo altre perline da metterci e non volevo lasciare il segnalibro spoglio, altrimenti potete infilare l’utlima perlina, fare un nodo e lasciare due/tre centimetri di filo prima di tagliarlo.

Et voilà: ecco come si presenta appena finito e già al lavoro!