Letti in Aprile

Eccomi qui, in pole position per parlarvi delle mie letture di questo mese che comprendono niente meno che due graphic novel e tre libri.

Cominciamo con le graphic novel:

Persepolis, di Marjaine Satrapi – Era un po’ che volevo leggerlo, visto che da quando è stato pubblicato (nell’ormai lontano 2000) ne ho sentito parlare molto, visto il successo e la trasposizione in cartone animato. Non ero sicura di che cosa parlasse, sapevo solo che l’autrice era una iraniana espatriata in Francia, ma in questo volume c’è un po’ di tutto: è l’autobiografia di una donna nata e cresciuta in Iran e che ha visto la rivoluzione prima e la guerra poi, e quindi racchiude un poco anche la storia di questo paese. E’ la storia dei suoi famigliari che si battono tutti, chi in un modo e chi nell’altro, per la libertà. E’ la storia di una ragazzina che per sfuggire alla guerra approda in Europa: è una storia di emigrazione, immigrazione, ricerca di identità. E’ la storia di un’adolescente che si cerca, ma non riesce a trovarsi, e che quando decide – ormai donna, ma in fondo nemmeno troppo – di tornare nel proprio paese natale scopre di essere fuori posto anche lì. Come ogni vita è la storia di tante cose, dei tanti frammenti che possono comporre un’esistenza. L’ho trovato molto bello.

Armi di persuasione di massa, abbiamo i media che ci meritiamo di Brooke Gladstone – Il fumetto non è solo un supporto visivo per raccontare storie, ma può essere usato anche come supporto ad un saggio, come accade in questo caso. L’ho trovato per caso e siccome la questione dei media mi interessa – d’altronde feci la tesina di maturità sui metodi propagandistici durante la seconda guerra mondiale ed i cartoni di propaganda degli anni ’40 sono delle vere chicche, credetemi – mi sono detta: perché no? L’autrice si concentra sui media americani, narrandone la storia e parlando di casi particolarmente significativi, mentre io speravo di trovarci una lettura più generalizzata dei fenomeni mediatici, anche se è comunque interessante (anche perché parrebbero poggiare su basi differenti dalle nostre). Sinceramente non concordo del tutto sulle opinioni dell’autrice, ma su una cosa ha centrato in pieno: abbiamo i media che ci meritiamo e se già è facile sciorinare stupidaggini nei cervelli delle persone, figuriamoci quando è la gente a chiedersele, queste stupidaggini.

Mentre i tre libri, tutti e tre in inglese questo mese, sono stati:

The Cavendish Home for Boys and Girls di Claire Lagrande – Comprato secoli or sono su BookDepository, saltato fuori tra i consigliati: “se ti è piaciuto Coraline allora potrebbe piacerti questo”. Io ho amato Coraline. Ed ho adorato anche questo libro, anche se in una maniera completamente diversa. Racconto per ragazzi, ma secondo me azzecatissimo anche per gli adulti o meglio, come me, colore che sono sulle soglie dell’età adulta e che magari hanno bisogno di una bussola. Volete essere come Lawrence – e seguire i vostri sogni e la cosa che più amate nella vita ad ogni costo – o come Victoria – la ragazza perfetta, con i voti più alti della scuola, sempre in ordine e sempre intelligente, ma con un problema: ha un solo amico, Lawrence. Che all’inizio non considera nemmeno un amico. Quale faccia della medaglia di questa società preferite? La perfezione assoluta dentro gli schemi o l’identità creativa e libera?

Aristotle and Dante discover the secrets of the Universe di B.A. Sáenz – Ci sono un sacco di segreti che l’Universo cela ai nostri occhi, uno di questo segreti per Aristotle è il suo amico Dante: Dante che ha sempre la cosa giusta da dire, Dante che è così bravo con le parole, Dante che non ha paura di mostrarsi per quello che è di fronte a nessuno, Dante che non teme il mondo. Aristotle, al contrario, è chiuso dentro se stesso come un riccio e cerca di passare inosservato – solo e in apparenza tranquillo, anche se dentro di lui si mescolano rabbia, frustrazione e proprio quella solitudine che apparentemente non gli da’ fastidio. Ci sono un sacco di cose che l’Universo ci nasconde, ma tra di esse non c’è mai l’amore: perché prima o poi arriva. Quando meno te lo aspetti, quando nemmeno pensi di volerlo. Forse proprio quando ne hai più bisogno.

Mass Effect: Revelation di Drew Karpyshyn – Stendiamo un velo pietoso su questa lettura: devo smetterla di farmi tentare dall’idea di universo espanso per gettarmi dentro i libri basati sulle saghe di videogiochi. Perché non è mai una buona idea. Ci sono di solito tre cose che si associano a Mass Effect – ed in generale alla BioWare – e sono: coinvolgimento emotivo, storie interessanti, personaggi ben caratterizzati. Che è tutto quello che manca a questo libro dalla scrittura piatta e banale e dalla storia noiosa. Pregevole il fatto di rispettare almeno le regole della grammatica (cosa che manga al primo volume di Dragon Age, per dire). La nota positiva è che il personaggio di Saren viene descritto un pochettino di più, anche se l’opportunità di tratteggiare un “buon” cattivo è totalmente lasciata andare alla deriva (cosa che mi fa venire voglia di mangiarmi le unghie sino alle cuticole) e Anderson non mi ha convinto per niente: io sono una sua fan, sono una fan dell’headcanon che lo vede come una figura paterna per Shepard, ma qui è un uomo di venticinque anni ed è la stessa, identica persona che è nel videogioco dove ne ha una cinquantina. C’è quella meravigliosa cosa chiamata evoluzione del personaggio, crescita, invecchiamento, presa di coscienza. No: Anderson è già il soldato ideale, fedele all’Allenza, con forte senso del dovere. Un pre-Shepard perfetto, anche se fallimentare e noioso per essere la stessa persona per l’intero arco della sua vita. Altro aspetto negativo della narrazione è il continuo salto un po’ sconclusionato tra punti di vista, nello stesso capitolo, ma fatto a caso proprio come quando la Mediaset ti taglia i pezzi clou del film per farti vedere la pubblicità.
Devo andare avanti? Voi non volete che io vada avanti, vero? Bene, allora: non ve lo consiglio proprio. A meno che non vogliate leggervi una lunga, lunghissima entrata del codex. Però noiosa.

E voi? Quali sono state le vostre letture di aprile? 🙂

Letti in Febbraio – February Wrap Up

Febbraio è stato un mese di letture tranquille, che è cominciato con due libri finiti in pochi giorni e terminato con un ritmo un po’ più lento.

  • When Women Where Warriors di Catherine M. Wilson, rilettura del primo libro di questa trilogia che speravo di continuare, ma poi ho rimandato l’acquisto del secondo volume (per sensi di colpa nei confronti dei libri che dovrei leggere e che invece stanno lì ad aspettare inutilmente). Sono secoli che vorrei scriverne una bella recensione, ma per il momento lasciate che vi dica questo: è una storia di amore, di coraggio e di crescita narrata con uno stile un po’ fiabesco, che attinge alla tradizione della narrativa orale, che è anche molto semplice – nel caso stiate cercando un libro con cui cominciare le letture in lingua questo è perfetto.
  • Le Tombe di Atuan di Ursula K. Le Guin. Esatto, ho reperito il secondo volume del ciclo di Terramare. E wow. Devo dire che fino a che non è comparso Ged mi chiedevo dove volesse mai andare a parare il libro. Adesso mi chiedo, visto che è stato così ampiamente introdotto questo nuovo personaggio, dove voglia andare a parare (e non voglio cominciare a shippare questi due meravigliosi ragazzi insieme, ve ne prego, di fandom ne ho già abbastanza di mio). Comunque ho trovato la descrizione di Ged in questo libro tremendamente bella, anche perché a tratti malinconica. Aww, the feels.
  • Il blu è un colore caldo di Julie Maroh. Graphic novel che racconta la storia d’amore tra due ragazze – Clémentine ed Emma – focalizzandosi sull’aspetto della presa di coscienza della propria sessualità, dell’accettazione di sé stessi che passa per l’accettazione degli altri, e di come la società possa guidare ed indirizzare la tua vita ed i tuoi sentimenti senza farsi nemmeno uno scrupolo. Bellissima (mi sono piaciuti moltissimo i disegni ed i colori, un po’ meno forse certe parti del testo), commovente, piena d’amore, di inquietudine adolescenziale, di rabbia, di paura, di confusione. Era da molto che non piangevo durante un libro ed era da molto che non leggevo qualcosa che mi colpisse in maniera così forte. E’ come ficcare la testa in una campana, con qualcuno che ve la fa poi risuonare nelle orecchie. E ti rimane dentro.

Per essere sinceri ho cominciato anche La casa degli spiriti di Isabel Allende, che ho finito stamattina. Quelle ultime cinquanta pagine mi hanno fregato, maledétte!

E dunque, dei due libri estratti dal barattolo della TBR?
Purtroppo me li sono persi sotto la tonnellata di libri che ho preso in biblioteca. Dunque per questo mese siamo a posto.
Marzo sarà pieno di letture universitare, vediamo che cosa riesco a metterci di mezzo…
Stay tuned! 😀

Letti in Gennaio – January Wrap Up

Gennaio è passato in un batter d’occhio e a me sembra di non essere riuscita a leggere niente mentre ero via.
Eppure, fuor dal nulla, ben cinque volumi sono andati ad inaugurare la Goodreads Challenge:

  • Handbook for Dragon Slayers di Marrie Haskell – peccato letterario di età consigliata 8-12 anni, ma insomma i racconti sono per tutti e le favole di più! Letto in inglese, volume dalla copertina bellissima e dalla storia semplice, ma molto bella – e adatta a chi ama i draghi, i personaggi un po’ buffi e la ricerca adolescenziale di uno scopo e di un posto nel mondo. Essendo destinato ai ragazzi l’inglese è semplice, il linguaggio diretto e senza troppe descrizioni, ma ci sono alcuni passi molto belli di Mathila, la protagonista, principessa zoppa che decide di andare a cacciare draghi insieme ad un paio di amici e di difendere la propria terra.
  • Neverwhere di Neil Gaiman – Sicuramente il mio preferito tra tutti, questo mese, nonostante la scelta sia ardua. Moderno Alice nel Paese delle Meraviglia, critica alla società, esplorazione dell’animo umano: un libro che è tutto questo, e anche un po’ di più. Richard, un ragazzo che più normale non si più, in seguito ad una serie di eventi si trova a viaggare tra Londra di Sopra e Londra di Sotto (Londo Above e Lond Below) incontrando strane ragazzine col dono di aprire le porte, marchesi scorbutici che usano favori dovuti come moneta corrente, due assassini cui vanno attribuite varie catastrofi nel corso della storia, una cacciatrice dallo strano passato, un angelo, degli strani monaci. Cupo e a volte grottesco è impossibile non venire catturati da questa parata di personaggi e dalla sua storia.
  • The Giver di Lois Lowry – Questo non è durato nemmeno 24 ore, ma la colpa non è mia: la storia non è lunghissima, la lettura scorre veloce nel tentativo di individuare e comprendere ogni singolo meccanismo della società in cui vive Jonas che ti lascia attonito perché ogni volta si toglie qualcosa, è una descrizione in negativo tanto che il mondo pian piano si tinge di grigio. Quasi più simile allo stile narrativo della fiaba – i personaggi non sono caratterizzati, ma sono figure: l’eroe, l’antieroe, il cattivo, l’oggetto magico – e primo voluto di una quadrilogia che non vedo l’ora di continuare, è una storia perfetta sia per ragazzi grandicelli che per gli adulti. Per ricordarsi cosa sono i suoni, i colori, le emozioni e tutte quelle cose che diamo per scontate, a cui non facciamo caso, ma che ci riempiono la vita.
  • Eleanor & Park di Rainbow Rowell – Libro preso letteralmente a caso in libreria. Massì, mi sono detta, diamogli un’opportunità. Tutti sembrano amarlo, e sembrano amare l’autrice, e mal che sarà il classico romanzo d’amore adolescenziale. Non è così: l’ho terminato in soli due giorni, presa dalla storia di questi due sedicenni – ognuno coi suoi problemi in famiglia, ognuno coi suoi problemi nei confronti del mondo, ognuno diverso dagli altri a modo suo – che affrontano non “la prima cotta”, ma il primo Amore. Quello disinteressato, travolgente, bello da morire, che ti fa dimenticare che al di là della soglia il mondo è pieno di preoccupazioni e cose brutte. Pieno di sentimento, di lacrime, di risate, di sospiri di sollievo, di rabbia, di paura e della maggior parte delle emozioni che cuore umano possa provare. E di musica.
  • Colazione da Tiffany di Truman Capote – New York: uno scapolo che sogna di diventare scrittore ed una ragazza ingenua, che del mondo non si capisce se ha intuito di più o di meno delle persone che le stanno intorno, con quel suo modo di fare spigliato, senza imbarazzi, naif e allegro e quegli occhiali neri che nascondono problemi e affanni. Era un po’ che mi ero ripromessa di leggere questo racconto breve, poco più di cento pagine in tutto, perché il film mi è sempre piaciuto molto. Il confronto è dietro l’angolo!

November Wrap Up&December TBR

Libri letti in novembre

  • Martian Chronicles di Rat Bradbury
  • Coraline di Neil Gaiman
  • The Warrior’s Path di Catherine M. Wilson
  • Brokeback Mountain di Anne Proulx
  • Hunger Games di Suzanne Collins
  • At the Edge of the Woods di Ceinwen Langley

I libri segnati erano quelli presenti nella mia To Be Read del mese. Sono soddisfatta perché alla fine sono riuscita a leggere tutto, tranne quelle dannate short stories. Proprio non ci riesco, è più forte di me. Però direi di aver compensato alla grande. Nessuna breve sinossi poiché i due libri non ancora recensiti hanno un post sulla via d’esser scritto.

TBR di Dicembre

  • Lo straordinario mondo di Ava Lavendere di Leslye Walton
  • I re Maledetti – Il re di ferro, di Maurice Druon
  • L’arte di amare di Erich Fromm

Nuovi nella wishlist

  • La bambola che imparò ad amare di Rafik Schami
  • Di impossibile non c’è niente di Andrea Vitali
  • Le persone sensibili hanno una marcia in più di Rolf Sellin
  • The Cavendish Home for boys and girls di Claire Legrande
  • A short history of nearly Everything di Bill Bryson

October Wrap Up & November TBR

Wrap Up, o i libri letti in ottobre

Ottobre non è stato un mese particolarmente fortunato, complice lo stress da ripresa in piena regola del regime universitario.
Ma sono comunque riuscita a far passare qualche cosa sotto i ponti, anche se sono solamente un paio di libri:
Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams è stato il primo libro ad esser finito questo mese. Consigliato da amici, apprezzato tantissimo, non vedo l’ora di avere il tempo di continuare con il resto della saga.
L’anima dell’uomo sotto il socialismo di Oscar Wilde. Letture leggere, tanto per dire. Ma ne abbiamo parlato a lezione di letteratura inglese ed io, che apprezzo moltissimo questo autore e che ho finalmente la raccolta completa delle sue opere in inglese, non ho esitato a prenderlo in mano. In fondo è un saggio di sole venti pagine.
Dragon age: Asunder di David Gaider- terzo libro nella saga dei libri dell’omonimo videogioco, è anche quello che ho apprezzato più di tutti. La storia di Cole mi ha davvero lasciata con la tristezza ed un tocco di amaro in bocca (puro stile BioWare), ma anche con tanta voglia di vedere cosa accadrà nel videogame – che finalmente esce questo mese, yay! 😀 – e giocare il personaggio. E chissà se mostreranno Rhys, magari nella companion quest (oh, dai lo devo vedere)! Comunque, la scrittura di Gaider è migliorata in maniera consistente dal primo libro, anche se non è uno stile che mi piace. Magari ci facciamo una recensione e si fa prima!
The Friendship, a tale of Pellinor di Allison Croggon – storia breve scaricata per kindle, trovata per caso in promozione gratuita. Quelle cose che fanno per attirare lettori. Non mi ha preso particolarmente, soprattutto perché sembra un po’ fuor di contesto, ma comunque godibile e semplice come linguaggio (per chi magari in inglese non è una cima). Se vi state chiedendo se mi ha fatto venire voglia di leggere questa saga di Pellinor – che tra l’altro non avevo mai sentito – la risposta comunque è no.

TBR, ovvero cosa voglio leggere questo mese.
Data l’immensa pigna di libri – dell’università e non – che mi aspettano ho pensato che darmi qualche obiettivo (magari realistico) potesse darmi una mano ed un po’ di motivazione.
Dunque ecco i libri che mi aspetto di finire entro novembre 2014:

Martian Chronicles di Ray Bradbury – che ho in lettura da agosto, credo. Mi serve per l’esame di inglese ma non riesco davvero a finirlo, nonostante sia corto ed anche piuttosto carino. I pregiudizi sulla fantascienza non aiutano.
Coraline, di Neil Gaiman – uno degli ultimi acquisti, che aspetto di poter leggere da un sacco di tempo. Questa volta spero di farcela.
When Women Were Warriors – libro fantastico, che vedrete sicuramente recensito su queste pagine. Ce l’ho sul kindle e ne ho divorato metà in pochi giorni. Peccato averlo dovuto mettere da parte per altre cose.
The Penguin book of modern british short stories – essì, anche questo per il mio esame di inglese. Sto cercando di rimandare la lettura di libri meno piacevoli (sì, ce ne sono di meno piacevoli). Non mi piacciono particolarmente le antologie, non mi piace essere costretta a leggere determinati libri. Ma ammetto che alcune storie sono carine. Per il momento ne ho letto addirittura due, vedremo se riuscirò ad arrivare almeno a metà.

Avevo detto obiettivi realistici. Dunque questi quattro libri sono il massimo a cui posso aspirare per ora. Mantengo bassi i miei standard così, se per caso mi supero, mi sento ancora meglio!